Storie di famiglia 16

Forse aveva ragione Albert Speer, il giovane e ambizioso architetto del Terzo Reich. In quei tempi c'era così tanto da fare che non si aveva tempo di pensare, non ci si poteva permettere il lusso di guardare le cose con un certo distacco. Guardare le cose da lontano chiedendosi: cosa stiamo facendo? E non importa la qualità delle cose da fare: la progettazione dello studio del Cancelliere del Reich da novecento metri quadri o la cottura di un borsch. L'importante è aver abbastanza da fare, una cosa dopo l'altra, un gesto dopo l'altro, come una lenta inesorabile cascata che tiene impegnata l'attenzione, la coscienza.


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