È stato il serpente (ma questo lo si sapeva)



Secondo Lynn Isbell dell'Università della California esiste uno stretto legame tra la storia biblica del serpente tentatore e la nascita della nostra cultura. Ovvero chi ha dettato quella storia aveva già capito tutto. Il percorso logico è questo. Le regioni del cervello che si occupano della vista sono strettamente legate a quelle che si occupano della paura. La paura è una strategia per conservarsi in vita e in buona salute. L'unico animale, secondo la Isbell, pericoloso per l'uomo che va individuato rapidamente attraverso la vista è il serpente. Dunque i primati che hanno condiviso il territorio con i serpenti hanno sviluppato una vista migliore. Il salto logico (almeno per un estremista cristiano) è: se c'è di mezzo un serpente di sicuro la bibbia aveva già pontificato. Il serpente tenta con l'albero della conoscenza. Ed ecco che la soluzione è sotto gli occhi: la vista migliore permette di fare cose tipo leggere e scrivere. Serpente ergo conosco. Il collegamento con l'episodio biblio è bell'e fatto tanto che il libro in cui ne parla si chiama The Fruit, the Tree, and the Serpent: Why We See So Well. Affasciante. A me rimane qualche dubbio. Iene, licaoni, rinoceronti, tarantole, burroni, fulmini, tigri si evitano solo grazie ad un accurato olfatto o anche in questo caso una buona vista aiuta? Perché i falchi, noti per la loro vista, non hanno sviluppato una propria letteratura e soprattutto un testo sacro (forse è una loro opera il dio falco egiziano Horus)?

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