La paura non si vede (Paranormal Activity)




La regola fondamentale della paura è che la paura vive nella nostra testa. Racconta Stephen King in Danse Macabre il suo testo fondamentale sull'arte dell'horror, cometutte le storie che fanno paura siano simili a quella dell'assassino dell'uncino. Un crudele assassino si aggira per la città e uccide con un uncino. Una coppia di innamorati si apparta in macchina ma finiscono per litigare. La macchina riparte d'improvvsio. Quando la ragazza scende per andare a casa i due scoprono che appeso alla maniglia della porta c'è l'unicno dell'assassino. L'hanno scampata per un pelo.

La paura è la tortura di immaginare cosa potrebbe accadere, nel non sapere quale delle orribili opzioni la nostra mente ci mostra sarà il nostro destino. E malgrado ciò continuare a immaginare opzioni sempre peggiori. La paura è l'incertezza, il non sapere, il non vedere. In questo modo Paranormal Activity (di Oren Peli) gioca le sue carte.

Una ragazza (Katie) dice di aver avuto esperienze inspiegabili fin da quando aveva otto anni. Il suo fidanzato (Micah) decide di verificare riprendendo con la telecamera tutto ciò che appare di notte nella loro casa. E stuzzica qualche cosa che non doveva stuzzicare.

Il film è tutto giocato sull'incertezza di ciò che si vede e ciò che si ascolta. Non si vede mai nulla di ciò che è paranormale. Solo rumori, solo ombre. Non si riesce mai a raggiugere la consolazione di sapere. E la tensione sale. E l'immaginazione corre negli angoli bui.

Il film è costruito come la testimonianza reale della telecamera amatoriale usata da Micah. Costato 15000 dollari ne ha guadagnati più di 100 milioni nei soli Stati Uniti.

L'articolo del Guardian

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