Emmaus (Alessandro Baricco)


Sebbene sulla copertina campeggi la definizione di "romanzo" l'ultimo lavoro di Alessandro Baricco, Emmaus, può ben figurare tra le fila dei volumi di saggistica.

In questo testo la tardo adolescenza di sedici diciassettenni viene sezionata con un'algida professionalità degna di una lezione di anatomia del professor Tulp. I comportamenti e gli orizzonti dei protagonisti sono delineati con il linguaggio distaccato e vagamente retorico del cattolicesimo postconcilare costretto a viaggiare dal sublime al volgare con una agilità degna di un parroco di frontiera in jeans e clergyman.

È quel modo di affrontare e poi di non concludere, quella abilità tutta clericale di risvegliare temi spinosi salvo poi deviare all'ultimo momento, cabrando verso il cielo con un'improvviso scarto linguistico grazie ad un bagaglio poetico equipaggiato nei lunghi anni del seminario.

Ma del resto è così che siamo cresciuti noi negli oratori, nelle messe servite il sabato pomeriggio, immersi costantemente nella tiepida sorgente del cattolicesimo contemporaneo. Coraggiosi in tutto, confidenti nel fatto che a trarci d'impiccio ci sarebbe stata sempre una bella frase ben costruita.


Rembrandt, La lezione di anatomia del dottor Tulp,1632

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