Una storia decisamente orale


In quel singolare romanzo che è The Castle in the Forest, lo scrittore americano Norman Mailer parla di sesso orale. E o fa con un indugiare continuo, un po' barocco e catechistico. Certo non poteva andarci giù secco come la sua anima da cronista avrebe potuto suggerirgli data la natura dei due protagonisti. Perchè i due impegnati nella performance non sono altri che il papà (Alois) e la mamma (Klara) di Adolf Hitler.

Capisco che in una situazione del genere (nel quale c'è di mezzo un assistente del diavolo in persona) non sia facile buttatsi sull'hardcore. Ma quel pezzo, in mezzo ad un romanzo tutto sommato di "cronaca" un po' stupisce. Il ritratto di Klara, dannata dall'atto sta un po' sopra le righe. Quell'indugiare sulla pratica come se fosse la fonte della dannazione, insomma... Forse il perbenismo all'americana blocca il buon Mailer.

Eppure è una pratica con una certa anzianità e diffusione, basti pensare al Kama Sutra, poema indiano del quarto, quinto secolo o agli affreschi erotici di Pompei (in questo caso Nomen Omen). Persino l'Islam non lo proibisce esplicitamente come testimonia askimam.org: "No commentary is found on this verse in which such an act has been prohibited. However one should bear in mind that tremendous caution should be exercised in discharging pre-seminal fluid or semen in the mouth of the other as these fluids are impure and to intake impure fluids is haraam."

E come non ricordare la vicenda del Presidente Clinton nell'intercorso con la stagista Lewinsky? Secondo alcuni pastori della chiesa protestante il tradimento della moglie non si configura se non c'è un contatto tra gli organi sessuali. Un bel po' di scappatoie per i fedifraghi. Insomma una robina da niente. E invece

She -the most angelic woman in Braunau- knew she was giving herself to the Devil, yes, she knew was there, there with Alois and herself, al three loose in the geyser that came out of him, and then out of her (...)



The Castle in the Forest

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