Radiodramma? 24

Nel pomeiggio di Radio 24 la tecnologia fa posto al radiodramma. E si capisce perché il racconto in radio non va più.

Martedì pomeriggio. In giro per la città in macchina. Oggi è il giorno in cui vado a prendere Sofi a scuola. Sentendo la radio.

Ecco che al posto della voce indolente, con quell'accento meneghino-genovese di Luca Tremolada mi piove addosso una mitraglietta. È una voce sicura di sé, irrefrenabile, proprio come quelle sceneggiature del cinema anni cinquanta. Dove tutti erano molto cool e sapevano sempre cosa dire. Salaci, brillanti, ritmati. Ma quelli erano altri tempi. Tempi dell'innocenza. E poi se erano Bogart e Bacall a scambiarsi battute come a Wimbledon... Invece è Matteo Caccia conduttore di "Vendo Tutto" una specie di radioracconto autobiografico nel quale la mitraglietta legge storie. Sono storie dall'invariabile retrogusto del racconto americano della mitologia dell'uomo comune. L'amarcord che diventa leggenda. Il soggetto questa volta è una chitarra messa in vendita ( in onore al titolo del programma) con una base d'asta di 90 centesimi. Naturalmente è la chitarra della gioventù e la ragazza, il parco, bla bla bla Un immaginario degno del primo Baglioni. Un racconto piatto, banale, persino un po' saccente. Una voce ordinaria, che legge senza cura, titpico vizio degli scrittori annoiati della propria prosa. Insomma niente da dichiarare. E poi via alle telefonate: un paio di marchette nostalgiche di cui non importa nulla. La strada del racconto per radio non passa di qua.

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