Il segno di Caino



Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso.
Nel suo entusiasmo razionalista, Cesare Lombroso ha cercato il segno ineluttabile, fisico della tara della devianza. E così ha collezionato. Ogni oggetto tangibile legato al mondo criminale della sua epoca. Manufatti, opere, e anche, anzi soprattutto il corpo umano. I corpi che appartenevano a coloro che erano stati riconosciuti come colpevoli. E degli ospiti dei manicomi. Soprattutto il volto, in onore al detto "ce l'hai scritto in faccia", alla ricerca dei tratti caratteristici di ogni aberrazione. Calchi di maschere mortuarie, maschere mortuarie di cera, teschi, e persino una collezione di calchi di orecchie dei malati del Manicomio di Alessandria. Poi il colpo di fortuna. Come lui stesso racconta, nel 1870 si imbatté nel cranio del delinquente calabrese Vilella. Nella parte retrostante nota una anomalia. Quella protuberanza che teoricamente avrebbe dovuto dividere i due lobi del cervelletto era in realtà una fossa. Ecco una anomalia che Lombroso identifica con il segno di Caino. E' solo l'inizio. La collezione dei segni di Caino. Tangibili, misurabili, riconoscibili.

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