Il corpo e l'acqua



Güre non è propriamente una di quelle località assalite dai turisti europei. Data la lunghezza della costa mediterranea del resto è molto probabile trovare luoghi non ancora scoperti. Una delle particolarità del turismo che mi ha sempre perplesso è la tendenza a conglomerarsi nello stesso luogo. Tutti a Bodrum o ad Antalya mentre il resto della costa rimane per molti tratti quasi deserto.


A Güre non è dunque difficile vedere donne vestite che fanno il bagno. Sebbene siamo nel paese a maggioranza musulmana più laico della regione non sono poche le donne che indossano il costume intero, anzi interissimo che lascia scoperti soltanto mani piedi e faccia. Come in tutte le rappresentazioni umane, l'ashemà (e non il burkini come qualche buontempone della stampa lo aveva ribattezzato) ha forme molto diverse. Può assomigliare ad una tuta sportiva, con le stesse decorazioni da nazionale di nuoto. Solo che in questo caso le nuotatrici non la tolgono entrando in acqua. O può assomigliare ad un vezzoso vestito da pomeriggio di slanciate giovani Audrey Hepburn che fa tanto riviera francese.




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Certo nuotare vestiti non è la cosa più semplice e il gesto atletico appesantito dall'acqua non è dei migliori. E in effetti non credo siano molte quelle che abbiano fatto un vero e proprio corso di nuoto. Preferiscono quasi tutte rimanere nei pressi della riva a godersi l'acqua bassa come fossero ad un gigantesco hammam. Ho notato in particolare una ragazza con uno sgargiante ashemà verde fluo, velo, maschera da sub che a pochi metri dalla riva mangiava muovendosi lentamente come un innocuo animale marino. Un modo come un altro per codersi il rapporto antico e piacevole con l'acqua.

Intanto sulla spiaggia passeggia una poliziotta in t-shirt, pantaloni corti, manganello e manette per la sicurezza di tutti.

Dalle nostre parti invece, dove la spiaggia è più rara e ci si lancia nell'acqua trasparente e profonda da pontili che si spingono al largo di donne vestite che fanno il bagno non ce ne sono. Bikini e costumi olimpionici la fanno da padrone. Per buttarsi, di qui, ci vuole una certa capacità natatoria. E così potremmo dire che, mentre la spiaggia con l'opportunità di scegliere come e quanto bagnarsi sia halal (più rispondente alla legge legge islamica) lo scoglio e le profondità azzurre sono il regno delle donne laiche di questo paese.

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