Sbroccare a Torino


Che la vita urbana sia alienante è risaputo da un pezzo. Che la gente tenda a sbroccare trasferendo la propria mente in luoghi bizzarri dai quali poi non torna più è un dato di fatto. Torino non fa eccezione. E di questi personaggi ne ha una bella collezione.

Questa mattina sul 15 sale un tizio di una trentina d'anni. Vestito normale, con qualche copia di Leggo sotto braccio. Si siede e attacca a ridere. Ma proprio a sbellicarsi. A me era capitato tanto tempo fa sul 62 leggendo Effetti Collaterali di Woody Allen. Avrei voluto ridere alle lacrime. Ma la paura della figura dello sbroccato mi costrinse a smettere di leggere. Sono sicuro che il tizio del 15 avesse una ragione. Solo che noi, lì intorno, mica l'abbiamo capita. Rideva così tanto che ogni doveva tossire e schiarirsi la voce. Contagioso. In poco tempo chiunque sul tram stava trattenendo una risata. Di questi riditori da tram ce ne sono diversi.



I torinesi che passeggiano in centro incontrano spesso una tizia secca, con in braccio un pacco di giornali (i giornali sembrano una costante) che chiede piuttosto scazzata un contributo per i barboni. Ma lo fa in corsa e, tempo che cacci la mano in tasca per tirare fuori qualche spicciolo, ed è già lontana. Forse sta solo mal interpretando il concetto di produttività.

Sotto casa passa spesso l'incazzato. È un tipo di mezza età, infuriato con qualcuno che io non riesco a vedere e si fa delle litigate storiche. Credo che il tipo con cui sta litigando sia un idiota a giudicare dai commenti dell'incazzato.

Questa mattina mi hanno raccontato di un tipo che annunciava alla fidanzata il suo imminente arrivo, telefonandole con un righello.

A volte è persino consolante pensare che da qualche parte esista un posto dove nessuno ti possa più venire a prendere, un posto tutto tuo, dove sfogare senza tanti problemi le tue pulsioni più asociali o più sociali a seconda del punto di vista. Come diceva un antico primario del reparto psichiatrico di un ospedale della nostra città: i mat sun mat, nen piciu (i matti sono matti, non stupidi)

3 commenti

  1. Il tizio incazzato ha capelli e barba lunghi? Noi lo si chiama amichevolmente "Parla" perchè è un dei suoi modi di incalzare il litigatore di turno! In realtà si chiama Mimmo e 90 volte su 100 ce l'ha con Don Bosco.

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  2. Il mio è un po' stazzonato ma regolare. Evidentemente è uno squilibrio che fa tendenza.

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  3. Mi piaceva anche solo per l'immagine di Marty Feldman.
    Gene Wilder lo ricorda come un uomo dolcissimo....

    Cate

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