Assassini solitari



Tempo di compleanni. Mi vengono espressamente richiesti, come regalo per un bambino, dei soldatini. Bene, mi dico, niente di più facile. Avevo paura di dovermi districare tra versioni e razze di Gormiti a me del tutto sconosciute. Invece non si tratta che arruolare puri e semplici soldatini. Non che io sia un esperto ma è roba dei tempi miei. Tranquillo, aspetto l'ultimo momento e passo al supermercato. Tra un broccolo e una confezione grande di yogurt comprerò una bella confezione di romani antichi (chissà se c'è la confezione dei romani moderni, tipo il dipendente del ministero, il grattacheccaro, il portinaro de via Merulana, il tassinaro, er patata).

La scelta dei romani antichi è dettata da una scelta pedagogica che mitighi la scelta guerrafondaia. Ma al Carrefur romani antichi non se ne trovano. E neppure paracadutisti, bersaglieri o perfino gli onnipresenti cowboy. Rimando: tenterò in un Toys 'R Us, supermercato dedicato al giocattolo. Ma il tentativo fallisce. Macchinine a iosa, e mostri di ogni genere, varianti deformi di quello che ai miei tempi era il solitario Big Jim. Confezioni agli steroidi con la grafica immaginata da un'addestratore dei corpi speciali in trip di amfetamine. Soldatini niente. Chideo. La commessa mi guarda come un genuis dell'Apple Store a cui è stato chiesto dove tengono le Olivetti Lettera 32. "Di plastica" puntualizza. certo, di plastica e di che altro se no?

Mi porta in un anfratto buio e dimenticato e indicando con sufficienza un paio di confezioni impiccate al display dice: secchiello e busta. E basta. In effetti il secchiello circolare, dalla modica cifra di 12,40 euri, è diviso in quattro settori come la Berlino d'antan e contiene Americani, Giapponesi, Inglesi e Tedeschi. Mi insospettisco perché i tedeschi, blandamente nazisti innestano una bandiera della Germania Federale e poi unitaria, quella del post 1989.  Va bene giocare alla guerra ma almeno non diamo informazioni sbagliate. E poi sono così, generici, dozzinali, senza anima. Io giocavo con i mitici paratroopers britannici, gli africa korps e come ho detto con l'eterogeneo esercito sovietico del diciassette. Esco sconsolato.



Capisco che non si gioca più con le truppe, la banda in  uniforme e unita e fraterna.  Individui che lavorano per il gruppo: quella che Shakespeare (e Speilberg) chiamava band of brothers. Niente più gioco di squadra, strategie e tattiche, sacrificio e condivisione. Meglio l'eroe individuale e sovradimensionato, soldati solitari conditi dal viagra verde della supremazia della razza. Quel combattente che, vestito di tutta la tecnologia possibile e improbabile, alla fine non fa che menare cazzotti ad un altro eroe solitario e probabilmente depresso. Nelle buio delle loro scatole i soldatini condividono le razioni K, raccontano barzellette sporche e si mostrano le foto delle fidanzate. Quegli altri, gli eroi muscolari si provocano un sorriso perenne, un rictus farmacologico, perennemente esposti allo sguardo impietoso nelle loro confezioni trasparenti, consumati da una infinita ansia di prestazione.

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