Io che ho giocato con Stalin








Mi accorgo che ai miei tempi giocare era una cosa seria. Credo che gli anni settanta siano stati gli anni d'oro dei soldatini. La scelta era davvero infinita. Tanto che dal settembre 1972 i bambini poterono giocare con le serie della Atlantic che inscatolati in ordine contenevano, oltre ai vari corpi d'armata, anche temi quali "La marcia su Roma - Mussolini - Le Camicie Nere", "Hitler e le Camicie Brune", "Mao - Rivoluzione cinese" e soprattutto "Lenin, Stalin e la rivoluzione russa". Quest'ultima che ho posseduto personalmente conteneva oltre ad una serie di combattenti armati di mitragliatrici, fucili e mortai anche Lenin e Stalin in persona. I due erano una presenza ingombrante. Tanto quanto Stalin con il cappottone dalla parvenza militare in un gesto che poteva assomigliare a quello di un ufficiale lo si poteva destinare alla prima linea, ma il povero Lenin in un borghese doppiopetto intento, probabilmente a comiziare proprio non sapevo che farmene in combattimento.

Da una recensione:
"Centrepiece of the set are the figures of Lenin and Stalin, both of which look to be making speeches. Lenin appears in his normal suit, whereas the Georgian Stalin wears his preferred traditional gymnasterka under an overcoat. Both are pretty good attempts at portraying these men."


2 commenti

  1. Caspita i soldatini nella foto mi hanno fatto ricordare che dentro un barattolo di ceramica bianca con i fiori blu in cucina dai miei, c'è una collezione di soldatini in metallo: vecchissime sorpresine degli ovetti Kinder!
    Oggi controllo se sono ancora li... il mio tesssoro...

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  2. M'hai svegliato la memoria.
    Io giocavo con dei soldatini color carne di pollo.
    Erano Egizi contro Romani. C'era pure lo scriba...
    Giocavo invece con un enorme escavatore di plastica arancione quando, alla radio, hanno interrotto le trasmissioni mattutine per comunicare la morte di Mao.
    Mi sono alzato di scatto, ho aperto la porta del retrobottega e mi sono lanciato in cortile, verso il magazzino dove lavorava mio padre:
    "Papà! Papà! E' morto Mao Tse Tung!!".

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