Al rogo i libri

Ha ragione l'Ecclesiaste. Più conosci più soffri. Mi chiedo a cosa servono tutti quei libri che si allineano, si ammonticchiano in casa, alcuni letti, molti acquistati d'impulso, come una necessità da tossicodipendente. Non sono serviti a nulla. Non sono più furbo, non sono più scaltro né saggio. Continuo ad avere una vita economica travagliata, non faccio parte di nessuna elìte, non determino le sorti di un bel niente.


Sono pieno dell'esperienze di altri, spesso malamente inventate, storie incongruenti con la vita vera. Ecco a cosa sono servite tutte quelle pagine. A tenermi lontano dalla vita vera, piantato con lo sguardo tra le pagine invece di stare con la testa alta con la faccia in faccia al mondo. Molto meglio trastullarsi con le maledette papere di Central Park, con alcolizzati malinconici e buoni, con guerre che magari non sono mai neppure esistite, piene di cadaveri vuoti. "Siamo gli uomini cavi". Molto meglio che guardarsi intorno e vivere un po', sporcarsi le mani, farsi figure di merda, sbattere il naso, avere paura, affrontare la paura, affilare il coraggio.

Appena mi passa, appena non ne sarò più dipendente li brucerò tutti, quei libri ai quali ho lasciato la possibilità di rubarmi l'esistenza. Qualche volta ho pensato che avrei potuto regalarli ad una biblioteca. Ma sono veleno. Non voglio avvelenare nessuno. Che brucino.

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