Sacrificio da bambine

Dài, ragazze è ora di aprire gli occhietti. Sono le sette e venti della mattina. Lo so che, naturalmente, il vostro corpo che cresce avrebbe bisogno di altro sonno, ma dovete svegliarvi. Conosco il piacere di rimanere a letto la mattina, il rosicchiare minuti preziosi di dolce incoscienza. E forse state facendo qualche bel sogno, Mina la pallina con la quale abbiamo giocato mezzo pomeriggio, e con la quale hai fatto la magnifica scoperta: SI PUO' LANCIARE!
Emma una fetta di banana o un pomodorino. Ma dobbiamo prepararci. Sì, dobbiamo. Siete entrate per la prima volta nella vostra vita nel mondo del dovere. L'iscrizione all'Asilo Nido lo esige. Nel mondo del dovere, il sacrificio regna sovrano. Dopo aver imparato a dire mamma, papà, pappa, cacca, NO, e "desidero ardentemente avere un altro po' di torta", imparerete a riconoscere un gruppo di termini fondamentali: bisogna, è necessario, devi, non puoi.

Sono un gruppo di termini che, a diversi livelli di gentilezza, piegano le volontà ai ritmi sociali del nostro mondo. Tutti insieme si chiamano Sacrificio. Bisogna fare sacrifici nella vita. Per i figli, per la famiglia, per il lavoro, per la Patria. Tutti vorranno qualcosa da voi e lo vorranno ad un orario preciso. Per cui imparate a ricacciare nel buio il dolce languore del riposo, del non mi importa, dell'ancora un minuto, e tiratevi su.

Sì fa anche freddo questa mattina. Sono sicuro che imparereste di più sul senso della vita a sgattare nell'armadio di papà o a litigarvi il ciuccio. Ma dovete pagare il vostro ammontare di sacrificio. E sapete una cosa? Non so proprio perché. Da quando abbiamo abbandonato la vita da cacciatori e raccoglitori e abbiamo costruito questa gabbia che chiamiamo civiltà siamo animali sacrificali. In cambio abbiamo avuto una vita più lunga che sprechiamo a far sacrifici, una vita più sana che roviniamo con lo stress e tante altre cose di cui possiamo fare tranquillamente a meno.

Adesso basta, ragazze, su con la vita. Andiamo e per favore, almeno questa mattina, non piangete disperate quando vi lascerò in mano alle maestre dell'Asilo. Non saprei farmene una ragione.

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