Gramellini sbaglia notizia

Sabato sera, il vicedirettore del quotidiano La Stampa, Massimo Gramellini, commenta le violenze di Roma durante la manifestazione degli indignati. E dice, con una banalità che non ti aspetteresti da uno come lui: pochi violenti hanno rovinato una manifestazione "giusta".


E perché l'avrebbero rovinata? Perché domani "tutti" avrebbero parlato delle violenze invece di dibattere sulle motivazioni condivisibili della manifestazione. E infatti, per non contraddire questo facile moralismo, domenica il suo giornale dedica la prima pagina e le prime 11 pagine alle azioni dei violenti.
Invece di dedicare la prima pagina alle 951 città che hanno manifestato preferisce dar voce alla violenza. Invece di parlare una volta delle cose buone che accadono nel mondo, preferisce farci guardare il nostro ombelico infiammato. E così anche sul giornale del saggio Gramellini hanno vinto i violenti. Segno che alla fine la violenza paga.


No, signor vicedirettore, la notizia non è che quattro idioti hanno bruciato qualche auto. La notizia è che milioni di persone hanno manifestato il loro disagio contro un sistema che li sta divorando. A questo avresti dovuto dedicare la prima pagina e le successive dieci. E poi al fondo della undicesima potevi scrivere un pezzo da mezza colonna intitolato: ieri tutto bene, solo qualche rumore in una piccola parte di questo mondo.


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