Borderline

Sono sempre stato affascinato (e impaurito) dal Confine. Il Confine è quel momento in cui, per una ragione difficile da controllare, l'esistenza cambia. A volte in maniera irrimediabile. Il Confine è quando tua madre esce di casa a prendere il pane e ti lascia solo per un po' troppo tempo e la tua vita rimane infettata da una sindrome dell'abbandono che ti impedisce, giorno dopo giorno, di costruire delle relazioni umane rilassate. Il Confine è quando scopri che il tuo lavoro non esiste più e che le rate e le bollette sono diventate un veleno mortale che ti uccideranno poco alla volta. Il Confine è quando il bicchiere di vino, la sigaretta, la spada, diventano assolutamente necessari, quando la tua esistenza gira intorno a quegli oggetti. Tu sei bevuto, tu sei fumato, tu sei iniettato.

Il Confine che fa paura è quello che diventa l'Orlo, superato il quale non si riesce più a risalire. E si vive al fondo pensando ogni momento che da qualche parte possa esistere un sentiero che risale. Si smette di vivere e si impara a sopravvivere facendo i conti minuti, sulle monete, sugli spiccioli di sentimenti, sui rimasugli, sui piccoli risparmi. Far la doccia da amici per risparmiare l'acqua calda, credere che un'occhiata appena più dolce sia affetto.

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