Gl'itagliani che non si prendono sul serio (Fruttero e Gramellini)

Il fatto che l'assonanza dei nomi (Fruttero e Gramellini) ricordi la più grande coppia del giallo all'italiana, ammanta questa raccolta di storie sulla nascita del nostro paese di un colore sinistro.

Eppure La Patria, bene o male mi sembra il più riuscito (almeno finora) tentativo di trovare un bandolo in quer pasticciaccio brutto delle celebrazioni dell'Unità d'Italia. Insomma per un popolo che fino a qualche anno fa sfoderava il tricolore solo per la nazionale di calcio e che intona un inno nazionale dalle parole arcane quali Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, il racconto per piccoli episodi, storielle nazionali dal vago sapore di presagio, è l'esempio più calzante della mitologia italica.

Ne salta fuori un ritratto che è uno spezzatino di ideologie buone solo quando fa comodo, piccolezze da riunione di condominio e dietrologie fantasiose e sempre opache.

Per fortuna c'è l'ironia che ci salva e i due autori non possono che essere annnoverati tra i maestri di serietà perché sanno come si fa a non prendersi troppo sul serio.

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