La società dello stupore



Bucarest. Il 21 dicembre 1989 il leader del partito comunista rumeno Nicolae Ceauşescu si accingeva a fare il suo solito discorso ineluttabilmente acclamato in quella che ora viene chiamata la Piazza della Rivoluzione. Ma invece degli applausi il pubblico (il popolo) cominciò a lanciare segnali di disprezzo. Ceauşescu nicchia, traballa preso in contropiede. Dope 24 anni di consenso assoluto non sa reagire. È l'inizio della fine. Più che nudo il re è spiazzato.



Chicago. Il 10 settembre viene organizzato un party-concerto all'aperto per la nuova stagione del The Oprah Winfrey Show. Ospiti Black Eyed Peas il gruppo del momento. Si comincia con la hit del momento: I gotta feeling. Oprah scalda la platea con un "Chicago make some noise!" Ma nessuno di muove tranne una ragazza in prima fila. Da un video preso da un'altra angolazione si vede come Oprah nicchia, traballa, indietreggia cercando di nascondersi dietro la scenografia. Sembra un flop gigantesco.



Ma poi quando il gioco si scopre non solo Oprah riappare, ma agitando il suo sobrio microfono d'oro riprende tutto con la videocamera del cellulare. Non c'è che dire. Sono riusciti a stupire una che ne ha viste di tutte. Nata povera, molestata, ragazza madre ora vale quasi 400 milioni di dollari all'anno. Una donna che al discorso per il Life Achivement Prize nel 1998 si definì "a coloured then negro then black then african american woman" segnando tutto il percorso di integrazione.
Questa è la società dello stupore. Quel sentimento che prima impaurisce e poi tranquillizza. Nella quale la logica è rivoltata: dove il pubblico diventa protagonista e il protagonista si fa pubblico. Ritornando protagonista mostrando tutto il suo stupore.




I fan che ballano convocati con un flash mob sono cirac 21.000. I movimenti della danza sono stati insegnati prima a 20 ballerini che poi l'hanno trasmesso a 800 fan e così via.





Cos'è che ci affascina nei movimenti di massa, coordinati da una coreografia comune? Ci si sente parte di un movimento condiviso si disegnano figura impossibili al singolo. È il piacere si dentirsi annegati in un corpo unico, un organiscmodel quale non siamo che molecole obbedienti e fraterne.

Non c'è bisogno neppure di raggiungere la qualità estrema degli spettacoli di massa del regime Nord Coreano. A volte bastano semplici movimenti ripetuti quotidianamente come le tribali sigle ei campeggi organizzati.

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