Baaria (Giuseppe Tornatore)



Giuseppe Torrenuova è un bravo comunista che nasce, vive e cresce in una Sicilia sponsorizzata dal Mulino Bianco dove non succede niente e tutti sono belli, siciliani e simpatici. Non esiste neppure la mafia, le lotte sindacali, l'irredentismo, la mancanza dello stato. Tutto fila liscio in un susseguirsi di macchiette targate trinacria (non a caso il cast è pieno di comici televisivi che hanno fatto della loro sicilianità la cifra stilistica: Ficarra e Picone, Aldo Baglio, Nino Frassica). Tutto è "moderatamente". Moderatamente divertente, moderatamente drammatico, moderatamente polemico. Insomma irrimediabilmente superficiale. Bagheria è raccontata come uno spot televisivo con tante belle inquadrature e una musica ostinatamente struggente dell'inossidato Ennio Morricone. Il riferimento è piuttosto evidente alla gloriosa saga di Novecento di Bertolucci che ha un respiro, una profondità di analisi e una bellezza epica che Tornatore si sogna. Un film perfetto per un certo tipo di tipicità che piace tanto agli americani, pronto, prontissimo per la nomination all'Oscar.

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