Holden, L'enciclopedia che non c'è

Finito ieri alla Scuola Holden l'ennesimo corso nel quale cerco di convincere i miei studenti a considerare sbocchi alternativi al libro. Questa volta ho cercato di costruire insieme a loro una enciclopedia (utilizzando un wiki) su una città inesistente. L'anno scorso ci avevo provato con dei blog narrativi (gli autori sono personaggi inventati) con migliri risultati. Uno dei progetti è arrivato tra i finalisti della selezione di More than Zero, il festivl della creatività crossmediale (niente male per degli scrittori). Questa volta invece pochissimo seguito...
Eppure sono convinto che l'industria culturale abbia quasi del tutto neutralizzato il libro come elemento dirompente e protagonista del contmporaneo. Il libro si è chiuso su se stesso (se si ecettuano Moccia e Gomorra) e giusto ieri mattina leggevo le viziosissime polemiche sull'assegnazione del premio Strega (che, mi pare, un po' il SanRemo della letteratura italiana). La polemica è data dal fatto che l'autore favorito, Del Giudice, abbia utilizzato un po' troppe citazioni nel suo libro. Insomma quello che un blogger avrebbe considerato un bell'esempio di mash-up cartaceo, qui viene considerato fuori dall'ortodossia o semplicemente un esempio di pigizia.Qualche pagina prima un bel reportage sui blogger egiziani, gli unici che fanno opposizione all'autocrate Mubarak. Fatto sta che molto del sangue della narrativa sta lontano dal libro, che rimane un bell'esempio di artigianato creativo, ma un po' miope da ciò che sta accadendo qui attorno.

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