Trump e le trivelle



Dialogo mattutino nel bar.

A- Le segui le elezioni americane? Io ho letto tutti i libri di Trump, rapidamente. Guarda che non dice cose stupide Sta stravincendo. Solo a Manhattan non vince. Sai cosa direbbe delle trivelle?
B- Ma poi perché dovremmo decidere noi. Chiedi alla casalinga che dopo Chernobyl... Le centrali non si possono spegnere come una macchina.
A- E un disabile? Come tua madre e mia madre che vanno a fare un esame e la tengono sette giorni, torna casa e i marocchini hanno già ridipinto la casa e messo i loro mobili. La polizia non fa niente.
A quelli che mettono la maglietta di Che Guevara gli dico: sai che Che Guevara  ammazzava i gay? Se ti metti una maglietta di Mussolini fai apologia eppure Stalin ne ha ammazzati di piú. Hitler, in confronto, era un chierichetto di questa chiesa qua (indica).
B- Ieri c'era sto ragazzino che dice: io sono per Hitler. Ah, bé.
A- Cinque anni. Una legislatura, cinque anni. La più lunga della storia della repubblica. Quando vado all'estero tutti mi chiedono: come si vive in dittatura? Dappertutto sarebbero scoppiate le piazze. E invece da noi va tutto bene.
B- Si vede che Renzi è il meglio che ci meritiamo.
A- E poi la gente si stupisce quando vai nei locali e non bevo. Una Coca-Cola con il ghiaccio e la cannuccia e sono a posto. Ma quelli mi dicono ci devo mettere il rum, per forza. Con una fetta di limone se vuoi esagerare. Adesso ne ho trentacinque, ma quando ero più giovane andavo nei locali e chiedevo: latte freddo ne hai? Quelli impazzivano. Alle sei del mattino è pericoloso andare in giro, i giovani non guardano il semaforo e io mi devo fermare al verde. Ma dico, invece di fumare perché non leggi un libro. Eh, un libro dicono quelli. Un libro, un libro dico io.
B- C'è troppa democrazia.


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