Depressiòn Mon Amour

A casa mia la gioia di vivere è sempre stato un animaletto cagionevole.

Il mio medico è un tizio allampanato con i capelli a spazzola e gli occhi verdi a palla. Porta un camice bianco con i polsini con l'elastico come quelli dei bambini. Non mi visita quasi mai. Crede nel potere della parola.

"Ha sbalzi di umore?"
"Più o meno. Diciamo che sono stabile in zona fondo del barile."
"Dorme male?"
"Quello sì. Sonno leggero e mi sveglio presto."
"Ha pensieri catastrofici?"
Qui si impone una riflessione prima della risposta. Voglio dire, non ho mai avuto pensieri medi. Soprattutto durante le insonnie. Sempre robe estreme, nel bene e nel male. Ma qui sta chiedendo...
Taglio corto che non sopporto il suo sguardo insistente.
"Qualche volta."
"Piange senza ragione?"
Eh no, un momento. Sono un uomo, padre di famiglia recidivo. Ho responsabilità al lavoro e insegno. Mica smoccolo gratis.
"Qualche volta."
Qualche volta trasformarsi in una cascata è un atto liberatorio che serve anche a colpevolizzare chi ti circonda. Il che non è male. Si aprano i rubinetti, dunque.
"Lei è depresso?"
Lo adoro quando fa così. È il medico più umile che abbia mai conosciuto. Quelli, abituati a sgattarci nelle viscere, sviluppano una sindrome d'onnipotenza che li ha portati, nella mia vicenda sanitaria, ad attribuirmi almeno quattro malattie mortali. E invece questo chiede a me.
"Non so."
"Cosa vogliamo fare?"
Una volta il mio medico allampanato mi ha suggerito di imparare la meditazione su YouTube. Un tipo pratico. Parliamo un po' e si finisce sullo zero a zero. Niente medicine, un po' di sport, YouTube e la vita è quella che è, insomma.

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2 commenti

  1. Forte il medico col pensiero debole! Pero' alla fine mi sa che ti lascia un po' con una mano davanti e l'altra dietro, no?

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