Il rogo dei libri 2

Libri. Sono diverse settimane che me ne sto di fronte agli scaffali a guardare e riguardare i titoli senza riuscire a scegliere. Leggiucchio, spilucco, abbandono. Sono numerosi i libri che non ho ancora letto, ma nessuno riesce a trattenermi. Cosa cerco? Ho sempre trovato una motivazione per leggere un libro: imparare, lasciarmi sedurre, esplorare qualcosa di inaspettato e gustoso. In libreria scorro gli scaffali dai titoli sempre più inutili (la donna che sussurrava agli specchi, che si baciava con i lupi, che voleva volare, che leggeva la morte, che vestiva di rosso; l'uomo che inventò se stesso, che fuggiva nell'oceano, che vide il diavolo, che dipingeva con i coltelli. Tutti titoli veri) e compro roba che tanto poi non leggerò. Forse il semplice esistere è entrato a gamba tesa nella mia giornata e quei simulacri di emozioni non sono più sufficienti. Che mi importa del signor Malaussene se io stesso mi sento un capro espiatorio? Che mi importa di aspettare Godot se io stesso mi sono perso? Rimangono lì a prendere polvere con quello sguardo un po' ottuso, le copertine che sbiadiscono, i titoli che non promettono più nulla, ma sembrano solo un'ininterrotta catena di una preghiera pagana e fori tempo.
Hocus pocus
Non Lasciarmi
La scomparsa di Majorana
Chronic City
Tortilla Flat
Lo zio Peretz spicca il volo
Mother Night
L'incanto del lotto 49
Villa Incognito
Le ombre bianche
Maigret a New York
Musicophilia
Some rain must fall

Infinite jest
What am I doing here

1 commento

  1. "L'uomo che fuggiva nell'oceano" avrebbe dovuto chiamarsi "Il musicista perfetto". Il racconto, però, non ha nulla a che fare con la musica e, secondo qualcuno, avrebbe potuto essere fuorviante. La Casa Editrice ha, pertanto, caldeggiato il titolo con cui è uscito. Forse non è fuorviante ma è talmente commerciale da essere guardato con sospetto da chi legge. Che, molto spesso, rifugge il commerciale. E via che la vada...

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