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Bruno Schulz "Incontri" |
Mi capita di rileggere
La via dei Coccodrilli di Bruno Schulz in attesa che arrivi l'esperimento che vi ha condotto
Jonathan Safran Foer (Tree of codes). Mi godo la magnificenza di quella scrittura e mi trovo a desiderare un inferno della letteratura, più crudele e più perverso di quello usuale, al quale sono condannati quelli che ci hanno portato via la possibilità di leggere certe cose. E così ci vorrei veder precipitato il maledetto ufficiale nazista che ha abbattuto
Bruno Schulz per strada, come un cane, per una stupida ripicca nei confronti di un maledetto collega. A fargli compagnia gli editori di
Salgari che lo hanno lasciato affondare nei debiti fino a non poterne più e i fascisti che hanno fucilato
Garcia Lorca. E Stalin che ha annientato
Mandel'stam e
Babel.
E a tanti altri che ci hanno rubato la magnificenza di qualche riga scritta su modesti fogli di carta.
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